
Non passa settimana in cui, al di là dell'abituale avanspettacolo che fa tracimare di guano le televisioni, i giornali e persino il senso comune, non si muova qualcosa di più serio che va a incidere realmente nei rapporti di forza tra politica e governati, tra padroni e salariati.
La guasconeria dei nostri politicanti – in testa l'ormai sempiterno re-imprenditore Silvio – se lascia a volte sfuggire un sorriso o quasi un moto di pena per la loro mediocrità, nasconde con sempre più difficoltà l'operato di una banda di fascisti: neoduci, leghisti, veri e propri nostalgici, fascisti "ripuliti", integralisti cattolici ecc.
A questi si affianca una "opposizione" inabile al più minimo distinguo, capace di offrire come propria "punta di diamante" un altro ibrido fascista-populista, con un sincero passato da falangista, carabiniere, magistrato: il Di Pietro ultimo simbolo di tutti i delusi dalla sinistra.Sul piano sociale la crisi economica mondiale, che, manco a dirlo, in Italia ha effetti peggiori che altrove, si sta dimostrando un ottimo motivo per Confindustria e padroni di ogni risma per colpire pesantemente i lavoratori, i precari, i disoccupati.
Il tentativo di smantellamento del contratto nazionale è la punta dell'iceberg di un attacco a 360 gradi al mondo del lavoro, in cui rientrano tra l'altro: l'erosione del potere d'acquisto; il neoschiavismo a cui si devono piegare centinaia di migliaia di giovani, costretti tra tirocini, stage, periodi formativi a lavorare gratis; l'imminente, ennesimo, attacco al sistema pensionistico, un'ondata di licenziamenti senza pari.
Questo il contesto, il quale, a sua volta, va inquadrato entro un orizzonte di dinamiche sociali mondiali: gli oramai celebri "due terzi" della popolazione mondiale, che vivono in condizioni di povertà, miseria e di guerra, cercano un futuro nel "benessere" occidentale. Migrazioni di tal tipo, ricorrenti nella storia, portano spesso a conflitti, vere e proprie guerre tra poveri: gli Italiani in America di più di un secolo fa, oggi in Inghilterra, i Nigeriani nel Sudafrica del dopo-apartheid, via via sino ai migranti che da metà mondo provano a giungere in Europa, spesso attraverso l'Italia.
Un governo e una classe politica così razzista come la nostra colgono, eccome, questa dinamica: hanno capito che è il momento giusto per soffiare sul fuoco. Mai come oggi la legislazione sempre più reazionaria, giro di vite dopo giro di vite, dà quotidiano alimento, motivazioni e coperture a chi cerca di "farsi giustizia" da solo, a chi sparge odio contro il diverso, ai fascisti in divisa o giubbotto firmato.
E' di questi giorni l'approvazione al Senato del "pacchetto sicurezza", disegno di legge 733, "disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volto a "rispondere all'aggressione della criminalità diffusa e alla attività riconducibile alla criminalità organizzata, fenomeni che incidono direttamente sulla sicurezza dei cittadini".Una volta che il testo passerà anche alla Camera si materializzerà una stretta repressiva generale, che andrà a colpire tutti. Saranno legittimate le ronde, verrà limitata la stessa libertà di manifestare, tramite ad esempio l'inasprimento delle pene per imbrattamento e danneggiamento, occupazione di suolo pubblico ecc.(per un quadro generale vedi UN n.3).
Ma a essere colpiti in modo particolare saranno i migranti: tra l'altro col ddl 733 viene soppresso l'art. 35 del Testo Unico sull'immigrazione, che disponeva il divieto di segnalazione dei migranti irregolari da parte del personale medico: misura infame su cui diverse voci si sono levate, prime tra tutte, quelle di alcune associazioni di medici, e che ha creato un giustificato allarme tra i migranti, i quali ci penseranno due volte prima di andare in ospedale.
E' una misura atroce, inumana: una volta toccava a chi veniva pestato in manifestazione, ora a chi non ha le carte in regola. Il ddl 733 introduce anche altre normative: l'aumento da 80 a 200 euro per il rilascio del permesso di soggiorno; l'obbligo di esibire il permesso di soggiorno per sposarsi, così come per tutti gli altri atti di stato civile (non ci potrà più essere quindi la regolarizzazione tramite il matrimonio); il permesso di soggiorno sarà indispensabile per tutte le operazioni di trasferimento di denaro all'estero; per chi non mostra i documenti alle autorità è previsto l'arresto fino a un anno e la multa fino a 2.000 euro; verranno inasprite le pene per chi è accusato di favoreggiamento all'immigrazione (non quelle per chi impiega lavoratori irregolari); verrà introdotto il reato di ingresso e soggiorno irregolare: da 5.000 a 10.000 euro di multa e possibilità di rimpatrio immediato; per ottenere la carta di soggiorno sarà necessario superare un test di lingua italiana e le possibilità di ricongiungimento familiare saranno ulteriormente ostacolate.
Inoltre, per decidere se fare entrare o meno nel paese un migrante, saranno prese in considerazione anche le condanne non definitive; una volta scaduto il permesso di soggiorno da sei mesi, è prevista la cancellazione anagrafica; per iscriversi all'anagrafe – o per qualsiasi variazione – si dovrà presentare la certificazione di "idoneità alloggiativa" (quante abitazioni risponderanno a tale criterio?); verrà creato un registro per i senza fissa dimora: non solo a questi sarà preclusa la possibilità di iscriversi all'anagrafe, ma saranno anche schedati dal Ministero degli Interni.
Infine è rimandato alla Camera il punto che prevede il prolungamento dei tempi di detenzione nei CIE (ex CPT) fino a 18 mesi, ma, c'è da scommetterci, in quel luogo i parlamentari non faranno mancare il proprio appoggio.Un giro di vite dopo l'altro lo Stato italiano si fa via via più autoritario. E si delineano netti i contorni di uno Stato di polizia, guidato da un piccolo re in cui la macchietta va di pari passo con una sempre più accentuata tendenza bonapartista, o meglio, data la comunanza di origini, neomussoliniana.
(Antonio Soto per Umanità Nova)
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