Appena sei mesi fa, il mondo si era "commosso" con le immagini del "santo padre" che riceveva, in udienza privata, la franco-colombiana Ingrid Betancourt, ex-ostaggio delle Farc per sei anni. Una donna descritta dai media come un'eroina, come il simbolo stesso della pace. Lo stesso Benedetto sedici, con la smania di visibilità che lo contraddistingue, sin dai primi giorni della liberazione della Betancourt si era precipitato a gioire dell'evento.
Adesso qualcosa comincia a scricchiolare nella personalità della donna: è di ieri la notizia della sua richiesta di divorzio dal marito, facendo valere, quale argomento, una separazione di fatto durante un periodo di oltre sei anni, cioé due anni più di quanto previsto dalla legge" per procedere al divorzio.
Gli avvocati di Lecompte (il marito) hanno tuttavia respinto la richiesta in quanto "la separazione non è stata volontaria ma è avvenuta in seguito a un caso di forza maggiore".
Secondo gli avvocati di Juan Carlos Lecompte dovrebbe essere il loro cliente a chiedere il divorzio anche alla luce delle recenti rivelazioni di tre degli ex compagni di detenzione americani di sua moglie.
Harper Collins, Marc Gonsalves, Tom Howes e Keith Stansell, tre americani rimasti ostaggio delle Farc per più di cinque anni, hanno pubblicato nel mese di febbraio una relazione sui loro rapporti spesso tesi con la loro ex compagna di detenzione. I suoi compagni di cattività hanno in particolare riferito del suo "egoismo, del suo orgoglio e della sua arroganza".

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