
Allontanandosi dallo scetticismo positivista, l'anarchismo, divenuto inconsapevole dell'irrazionalità del reale, credette capire, volle persuadersi ed ebbe la presunzione di dimostrare le proprie verità. L'idea non fu più una visione ideale bensì una essenza della ragione e della scienza. La giustificazione dell'anarchismo era in lui stesso, ed egli, invece, andò a cercarla tra le formiche, negli alveari, tra i castori, tra gli Eschimesi; quando non delirò in riconoscimenti astronomici o biologici". "L'errore iniziale, fecondo come reazione ad opposte deduzioni fallaci, del naturalismo solidarista di Kropotkin fu pantografato dal semplicismo dei semi-colti, alcuni dei quali caddero in idolatrie scientificiste di una commovente ingenuità. Ancora oggi permane come caratteristica della stampa anarchica l'argomentazione per analogie naturaliste, sì che Tizio combatterà la famiglia monogamica basandosi sulla poligamia australiana, mentre Caio si entusiasmerà sui benefici della sterilizzazione, senza curarsi di porsi il problema delle leggi dell’ereditarietà: problema insoluto e forse insolvibile. Il positivismo non può essere che fenomenismo, ossia dottrina che ritiene possibile soltanto la conoscenza empirica dei fenomeni. Come positivista, respingerò, dunque, qualsiasi verità sulla materia. E fino a quando la materia rimarrà per me un mistero, in quel mistero vi è posto per Dio. Non conosco Dio, non affermo Dio, ma non lo nego. Per affermarlo dovrei conoscere il suo modo di essere, ma nel negarlo dovrei conoscere la natura. Ora io non conosco che una foglia di questa immane foresta: anzi non conosco che l'apparenza di una foglia. Tutti i ragionamenti dell'ateismo sono di una presunzione enorme e mi sembrano altrettanto assurdi dei ragionamenti del teismo. Irrazionalista, l'anarchismo non sarebbe ateo bensì agnostico. E sarebbe il solo modo di essere razionale. Diffidenza verso il si sa dello scienziato; nessuna concezione universale del mondo, agnosticismo di fronte al problema religioso". "Questa è la posizione dell'irrazionalista, in sede filosofica. Dal lato politico-sociale, le cose si complicano. Che la realtà è infinitamente più vasta del pensiero, che non tutti i problemi sono solubili, è evidente e mi rassegno a questa evidenza". "Ma non è il problema della razionalità del mondo che mi interessa bensì quello della razionalità della mia azione. Vi è un pericolo nell'irrazionalismo: lo scetticismo. La constatazione dell'insolubilità dei problemi metafisici mi soddisfa poichè è una soluzione, ma non sono affatto disposto alla quiete dello scettico. Lo scetticismo è il riflesso pratico dell'irrazionalismo, ma non nel senso causale bensì nel senso correlativo. L'anarchico irrazionalista non può cadere nello scetticismo. Credere di possedere la verità o considerarla come inaccessibile è un bivio che non può esistere per l'anarchico irrazionalista. Appunto perché irrazionalista egli è premunito contro le deduzioni dello scetticismo. Quando lo scettico dice: perché affannarsi a cambiare, ché tanto il mondo è sempre, su per giù, lo stesso? L'anarchico irrazionalista domanda: come fai a dire che il mondo non può cambiare in meglio?". Lo scetticismo non è per gli anarchici e l'anarchico non è uno scettico: "Lo scettico non è che la caricatura o il cadavere vivente dell'irrazionalista.
(da "Irrazionalismo ed Anarchismo" di Camillo Berneri)
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