Abbiamo più volte avvertito la presenza occulta della P2 di Licio Gelli negli affari italiani e adesso il suo progetto di dittatura cilena si manifesta nei fatti e misfatti della politica di governo. Il disegno di Gelli e degli apparati che lo sostenevano prevedeva la corrosione prima e l’assoggettamento poi alla sfera politica delle principali istituzioni dello Stato. In prima istanza quelli dei così detti poteri separati, il legislativo, l’esecutivo ed il giudiziario.
Per quel che riguarda il primo, è sotto gli occhi di tutti che il Parlamento è ormai chiamato a legiferare sotto le esigenze quotidiane della maggioranza bulgara che lo costituisce. Nessun progetto che abbia il respiro dei reali bisogni della popolazione ma solo leggi e leggine per vietare e reprimere o per togliere dai guai giudiziari la casta nel suo complesso e la sua manifesta incapacità di controllare nel rispetto delle regole i processi economici e sociali che si presentano. L’esecutivo è nelle mani di burattinai che lo indirizzano verso la riduzione dei diritti dei cittadini che sono costantemente depredati di risorse economiche e di spazi di socializzazione, sicché la resistenza ai soprusi e le rivendicazioni di ogni tipo sono nei fatti criminalizzati.
Infine, il potere giudiziario. Sull’assalto agli apparati giudiziari si è propensi a minimizzare: è per salvare Berlusconi dai suoi guai giudiziari – si sostiene – che si promulgano leggi ad personam, ed invece non è così. Le acrobazie giuridiche compiute dai legali del premier servono soprattutto a sondare la debolezza del sistema per poterlo meglio ricondurre al potere politico. La riforma ventilata del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm) con la drastica riduzione dei giudici togati e la moltiplicazione dei membri di elezione parlamentare; il progetto di rendere elettivo il ruolo del Pubblico Ministero, l’abolizione della obbligatorietà dell’azione penale (con la conseguenza che a decidere quali reati perseguire sarebbe il governo e non più il magistrato), il lodo Consolo che, dopo quello Schifani a favore delle quattro più alte cariche dello Stato, adesso tende a mettere al riparo dalla legge ordinaria i ministri in carica, prevedendo per loro addirittura un tribunale speciale: tutto questo che abbiamo forzatamente sintetizzato, non è altro che il cuore della strategia gelliana e della sua P2, di cui Berlusconi, e non soltanto lui, era massone eccellente. Occorrerebbe aggiungere le operazioni in corso per imbavagliare la stampa e gli altri mezzi d’informazione ed il progressivo sgretolamento del ruolo dei sindacati, con il costringerli negli spazi annichilenti del “così o niente.”
Quindi, compagni, altro che fascismo mascherato! Stiamo assistendo allo stravolgimento dello Stato di diritto (sul quale, come è ovvio, noi anarchici abbiamo molto da ridire) e alla sua trasformazione in uno Stato-caserma nel quale il ruolo dei cittadini è quello di assentire e basta.
Certo, noi possiamo voltare il capo per non vedere tutto quello che succede ed occuparci d’altro, ma non potremo eludere il giudizio di coloro che verranno dopo di noi e quello impietoso della storia.

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