
Dalla gabbia riservata ai detenuti urlano insieme, sovrapponendo le voci: «Massacratore di operai!», «Siete una banda di sfruttatori», «Vergogna!». Davide Bortolato, Vincenzo Sisi, Alfredo D’Avanzo, Claudio Latino e Massimiliano Toschi, cinque dei 17 presunti appartenenti alle "nuove Brigate Rosse", balzano in piedi e si aggrappano alle sbarre quando il giuslavorista Pietro Ichino illustra le ragioni che lo hanno indotto a costituirsi parte civile nel processo. Una decina di persone, il pubblico che segue tutte le udienze, familiari e amici degli imputati, applaude e rincara gli insulti. Prima dell’inizio della testimonianza di Ichino, aveva preso la parola per rendere dichiarazioni spontanee Bortolato: «Il qui presente Pietro Ichino - queste le sue parole - si è costruito la propria carriera criminalizzando i lavoratori. Siamo contenti di averlo qua perchè in questo processo ci sono parti civili come lui, lo Stato e Forza Nuova: ciò dimostra la qualità politica del processo».
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